CONTRATTO DI MUTUO E CONTI CORRENTI

Le AZIONI ILLIQUIDE Sono azioni non quotate senza un mercato di scambio efficiente e quindi  incommerciabili. Sono prodotti rischiosi, venduti a risparmiatori con un profilo di rischio basso o medio-basso cui è stato fatto sottoscrivere in massa clausole di inadeguatezza.

Hai la sensazione di non avere ben chiaro come funzioni la tua rata di mutuo continuamente altalenante? Temi di non aver ben compreso delle condizioni contrattuali complicate? Credi che il tuo contratto di mutuo sia sbilanciato? Dubbi e perplessità sul tuo conto corrente?

Affrontiamo una particolarità di cui ci siamo interessati e che magari avrà toccato o toccherà alcuni lettori.

IL MUTUO IPOTECARIO INDICIZZATO AL FRANCO SVIZZERO

L’Arbitro Bancario Finanziario è stato, recentemente, interessato della complessa e delicata questione relativa all’estinzione anticipata dei mutui fondiari “indicizzati” al tasso svizzero ovverosia di quel particolare tipo di mutui, la cui erogazione e le cui rate di rimborso sono regolate in Euro, ma la cui valuta di riferimento, ai fini del calcolo delle stesse, è il Franco svizzero.

Nel sottoscrivere siffatti contratti, i clienti si sono trovati a dover poi fare i conti, in caso di richiesta di estinzione anticipata del mutuo, con una controversa clausola contrattuale, di norma inserita all’articolo 7 del contratto, del seguente tenore letterale: “ai fini del rimborso anticipato, il capitale restituito, nonché gli eventuali arretrati che fossero dovuti, verranno calcolati in Franchi Svizzeri in base al “tasso di cambio convenzionale”, e successivamente verranno convertiti in Euro in base alla quotazione del tasso di cambio FRANCO/SVIZZERO/EURO rilevato sulla pagina FXBK del circuito REUTER e pubblicato su “Il SOLE “24 Ore” nel giorno dell’operazione di rimborso”.

IL DOPPIO RISCHIO DELLA DOPPIA CONVERSIONE DEL CAPITALE RESIDUO

La norma contrattuale in esame, infatti, prevede che, in tale evenienza, l’importo del capitale residuo vada prima convertito in franchi svizzeri al tasso di cambio convenzionale, fissato nel contratto, e successivamente riconvertito in euro al cambio franco svizzero/euro rilevato il giorno del rimborso. In tal modo, il cliente subirebbe la doppia alea della duplice conversione del capitale residuo, prima in Franchi Svizzeri al tasso convenzionale, e poi in euro al tasso di periodo.

CONTRATTI  ALEATORI

Riflessioni su alcune pronunce (Milano, Napoli) conducono alle conclusioni cui è pervenuto il Collegio di Roma, con decisione del 14 agosto 2014, laddove ha affermato che l’inserimento in un mutuo fondiario di un fattore di rischio, vale a dire quello dell’andamento della valuta estera rispetto al suo cambio contrattualmente convenuto, non possa non modificarne lo schema tipico del contratto commutativo, attraverso l’aggiunta di un rischio che a quello schema sarebbe estraneo, rendendolo, così, aleatorio.

Del resto, “il contratto è aleatorio quando è a carico di una parte il rischio di un evento casuale che incide sul contenuto del suo diritto o della sua prestazione contrattuale”.

Una fattispecie negoziale può essere aleatoria, per sua natura o per volontà delle parti e, quando l’alea discende da quest’ultima, i contratti si definiscono aleatori atipici. Attraverso la conclusione di siffatti contratti, le parti modificano pattiziamente la disciplina legale del tipo con clausole che espongono la prestazione a rischio giuridico-economico. Conseguenza di ciò, è che a tale contratto risultano inapplicabili “i medesimi meccanismi riequilibratori previsti nella ordinaria disciplina del contratto”.

IN SINTESI

A fronte della trasformazione di un negozio tipico commutativo in un negozio atipico aleatorio, si determina una modifica causale, divenendo l’alea l’elemento essenziale del sinallagma. Segnatamente, nei contratti aleatori il rischio di una (sopravvenuta) sproporzione nei rapporti tra prestazione e controprestazione è elemento “contrattualizzato”, accettato e voluto dalle parti. Non è quindi ammissibile che la parte che subisce il pregiudizio derivante dalla sproporzione cagionata dall’alea possa usufruire di istituti tendenti al riequilibrio delle reciproche posizioni contrattuali, laddove la stessa aveva precedentemente accettato il rischio di un simile squilibrio.