CONTI DI DEPOSITO DORMIENTI

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Anche tu hai rinvenuto dei libretti di deposito o li avevi dimenticati in un cassetto? Vorresti riscuoterli e la banca ti oppone una non ben chiara prescrizione?

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IL LIBRETTO DI RISPARMIO NOMINATIVI E AL PORTATORE

Il libretto di risparmio è un supporto cartaceo che le banche forniscono ai loro  clienti dopo l’apertura di un deposito a risparmio. Sul libretto sono annotate tutte le operazioni: prelievi, versamenti, accrediti, spese, interessi, eccetera. Tuttavia, rispetto al contocorrente, l’operatività è limitata a pochi servizi. Inoltre il saldo non può mai essere negativo. Occorre  distinguere i libretti nominativi da quelli al portatore. I primi prevedono l’esistenza di intestatari, cointestatari o delegati. Invece i secondi possono essere utilizzati da chiunque li detenga.

LA BANCA INVOCA LA PRESCRIZIONE?

Orbene, nella fattispecie che ci occupa, alla luce degli odierni orientamenti giurisprudenziali, non può certo invocarsi, da parte della banca convenuta, l’intervenuta prescrizione a causa dell’immobilismo decennale del predetto conto di deposito c.d. dormiente“.

Benchè controversa, la questione è stata affrontata da innumerevoli pronunce giurisprudenziali a seguito delle quali si è delineato che l’obbligazione restitutoria della banca non deriva dall’avvenuto deposito delle somme, ma sorge solo a seguito della richiesta in tal senso avanzata dal cliente, il quale ha, per converso, la mera facoltà, e non certo l’obbligo, di esercitare il proprio diritto di credito (alla restituzione). L’esercizio di tale diritto si configura, dunque, quale condizione di esigibilità del credito, in difetto della quale permangono (in alternativa) il diritto del depositante a mantenere la disponibilità delle somme (a detto credito corrispondenti) presso la banca e l’obbligo della depositaria di conservarle a sua disposizione. (Cass., 20 gennaio 2012, n. 788).

IN SINTESI

Il mancato esercizio del diritto alla restituzione, dunque, non configurerebbe uno stato d’inerzia idoneo a far decorrere la prescrizione, ma piuttosto costituirebbe esercizio da parte del depositante della facoltà rispondente all’interesse della custodia dei beni conferiti.

La prescrizione, dunque, inizierebbe a decorrere solo dal momento della richiesta di restituzione a cui la banca opponesse un rifiuto. Inoltre, anche in merito agli interessi,  nel caso di libretto di deposito la prescrizione del diritto del titolare di richiedere gli interessi sulle somme depositate decorre dall’avvio del rapporto, tempo per tempo.

Sempre secondo l’ultima giurisprudenza di legittimità, verrebbe confermata la funzione del contratto come raccolta di risparmio, dal lato della banca, e mantenimento della disponibilità delle somme, dal lato del cliente. Mentre, soltanto nella fase estintiva del rapporto, si concretizzerebbe l’interesse alla restituzione e, pertanto, l’inerzia non può qualificarsi come espressiva di un disinteresse.

Anche perchè altrimenti, e paradossalmente, l’esercizio del diritto alla restituzione comporterebbe l’estinzione del rapporto e con ciò la delusione della sua stessa principale funzione , ossia la “custodia” o, più espressamente il mantenimento della disponibilità di moneta bancaria.

CONTI CORRENTI DORMIENTI

Recentemente si è anche osservato come questa ricostruzione potrebbe trovare una conferma nell’intervenuta disciplina relativa ai c.d. conti dormienti (con riferimento all’art. 1, comma 345°, legge n. 266/2005 e alle disposizioni attuative di cui al D.P.R. n. 116/2007), posto che il legislatore, definendo “dormienti”i conti in relazione ai quali non sia stata effettuata alcuna operazione o movimentazione ad iniziativa del titolare del rapporto per il periodo di dieci anni decorrenti dalla data di libera disponibilità delle somme, avrebbe implicitamente escluso che per essi si sia verificata l’estinzione del rapporto.

Uno dei casi noti, oggetto della recente decisione n 2315 del 6.7.2012 del Collegio di Milano, Arbitro Bancario e finanziario conclusosi appunto con il riconoscimento in capo al ricorrente del diritto a riscuotere la somma depositata, trasformata in Euro, con gli interessi dovuti in base alla disciplina legale.