ANOMALIE FINANZIARIE/BANCARIE

Se hai dubbi sui tuoi rapporti bancari, lo studio ti garantisce un’analisi dettagliata anche econometrica preliminare per comprendere la sussistenza o meno delle ragioni della pretesa restituzione dell’eventuale indebito percepito dalle banche.

LA DISCIPLINA DEL L’ART. 1283 CC

L’anatocismo è disciplinato dal disposto dell’art.1283 c.c. che prevede tre tipi di anatocismo: convenzionale, legale, usuario.

  • Anatocismo convenzionale  e cioè quando ci sia una convenzione posteriore alla scadenza degli interessi e sempre che si tratti di interessi dovuti  almeno per 6 mesi
  • Anatocismo giudiziale e cioè il caso in cui venga proposta una domanda in giudizio sempre tuttavia che si tratti di interessi dovuti per almeno 6 mesi e che si tratti di interessi scaduti.
  • Anatocismo usuario (o usuale) che si configura in presenza di un uso normativo contrario in grado di derogare alla suddetta disciplina. Si è sempre detto in giurisprudenza che gli usi di cui parla l’art.1283 c.c. devono avere due caratteristiche, devono cioè essere usi normativi e non usi negoziali, quindi non è sufficiente la diuturnitas( cioè la prassi reiterata nel tempo), ma è necessaria l’opinio iuris seu necessitatis, cioè la convinzione di obbedire ad una prassi che risponde ad una regola che non c’è, ma che sarebbe giusto che ci fosse e  quindi di soggiacere ad una imposizione giuridicamente accettabile.

ANATOCISMO BANCARIO

A questi tre anatocismi (aventi carattere generale e non settoriale perché previsti dal codice civile) si accompagna a partire dal 1999 il cd. anatocismo bancario di cui al d.lgs. n°342 del 1999 che detta le regole puntuali per quello che concerne i rapporti anatocistici nel campo bancario.

CLAUSOLE  NEI  CONTRATTI  BANCA/CLIENTE

La SS.UU. della Cassazione del 1999 si sono poste una serie di problemi, primo fra tutti quello relativo a  se siano  consentite, in forza del cd. anatocismo usuario, quelle clausole inserite nei modelli contrattuali tra le banche  ed i clienti (conto corrente, apertura di credito, mutuo,ecc.) che stabiliscano in ossequio alle Norme Bancarie Uniformi del 1952, la capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi dei mutui dei clienti alle banche in caso di esposizione debitoria.

La Cassazione ha concluso nel senso che queste NUB fondano usi di carattere negoziale e non usi di carattere normativo e quindi non sono autorizzate dal cd. anatocismo usuario e quindi dall’art.1283 cc.

Il Governo, per effetto di tali pronunce, ha ritenuto opportuno emanare il d.lgs.342 del 1999 che ha consentito per le banche un anatocismo anche di tale tipo a patto però che siano rispettate le indicazioni previste nella delibera CICR intervenuta poi nel 2000 e soprattutto a patto che vi sia una eguale cadenza dell’anatocismo attivo e di quello passivo diversamente che nel passato quando le banche pretendevano la capitalizzazione trimestrale per i propri crediti nei confronti dei clienti, invece pretendevano quella annuale con riferimento ai propri debiti.

Ciò posto le Sezioni Unite del 2010, in base a quanto esposto,  hanno considerato nulle le clausole anatocistiche inserite nei contratti bancari prima dell’avvento della riforma del 1999 che ha ammesso, sia pure a certi limiti, le clausole di capitalizzazione trimestrale degli interessi.

Si è sviluppato, infatti, un contenzioso per la restituzione degli interessi anatocistici percetti indebitamente dalle banche nella vigenza dei contratti stipulati anteriormente alla norma del 1999 e contrastanti con il precetto del 1283 c.c.. Questo contenzioso, pertanto, si è avvitato sulle azioni promosse uti singuli (e talune volte in via collettiva) da parte dei consumatori per la restituzione di questi interessi anatocistici fondati su clausole trimestrali nulle in violazione della norma imperativa dettata dal 1283 cc in combinato disposto con l’art.1418 1° co. c.c. sulla nullità virtuale.